Gabriele Donati
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Gabriele Donati

Fotografia subacquea

 

29 Dicembre 2007 - Malapascua

Malapascua

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Questo nome potrebbe forse trarre in inganno, la maggior parte delle persone, poichè pensano subito alla famosissima Isola di Pasqua, io non mi riferisco a quella, bensì ad un piccolo isolotto situato a nord dell'isola di Cebu, quasi sconosciuto e fuori dagli itinerari dei maggiori tour operator, anche quelli specializzati in subacquea.
Le Filippine sono famose per la loro incredibile biodiversità, infatti, nonostante  l'acqua sia poco limpida per il tantissimo placton presente, per i fotografi subacquei, specialmente per coloro che amano la fotografia ravvicinata, è un paradiso terrestre.
Questo mare essendo ricchissimo di nutrimento, è un habitat eccezionale per le innumerevoli e svariate specie che ne compongono l'ecosistema.
Il clima mite e l'acqua intorno ai 28° fànno sì che si possano fare 4-5 uscite giornaliere senza sentire il minimo affaticamento, anche perchè, le immersioni sono poco impegnative e poco profonde.
La destinazione scelta è appunto l'Isola di Malapascua, in quanto, oltre a ciò che le Filippine fotograficamente offrono, sembra ci sia una secca in cui gli Squali Volpe sostano alle prime luci dell'alba, per farsi pulire dai numerosi pesci presenti e, non curandosi quindi della presenza dei subacquei, si possono avvicinare e fotografare senza troppi problemi.
Il viaggio per arrivare a Cebu verso le 15, richiede un minimo di spirito di adattamento, dall'Italia, tra scali e attese nei vari aereoporti, occorrono circa 18 ore, poi sono necessarie 3 ore di minibus dove attraverso villaggi e montagne prendiamo contatto e coscienza con le realtà locali, infine dopo 40 minuti di traversata con la loro caratteristica piroga a bilancieri, arriviamo a destinazione.
Per raggiungere l'isola possiamo optare tra due possibilità: o passare la notte in hotel a Cebu e l'indomani mattina completare il viaggio, oppure fare tutto in un giorno senza curarsi di dover affrontare la traversata in barca di notte con il rischio però, in caso di mare mosso, di dormire in macchina.  
Una volta arrivati, non possiamo fare a meno di apprezzare questo piccolissimo lembo di terra, dalla spiaggia bianchissima e dalle palme talmente fitte che celano all'interno le strutture ricettive, (circa dieci) ed i piccoli villaggi dei residenti.
La nostra presenza è immediatamente salutata dall'inconfondibile ospitalità filippina, sorrisi raggianti e massima disponibilità fanno sì che in pochi minuti ci  possiamo già sentire come a casa.
Per me è il secondo viaggio in queste terre ed ancora una volta rimango stupito dalla dignità che questa gente dimostra in ogni occasione. 
Nessuno, neppure il bimbo più piccolo, si avvicina per chiederti l'elemosina o qualsiasi altra cosa. Ti senti seguito con lo sguardo, scrutato, ma sempre con discrezione e riservatezza. 
E' molto importante parlare l'Inglese, poichè la presenza di persone italiane è veramente straordinaria.
Dopo il cocktail di benvenuto, le canoniche spiegazioni, le presentazioni, la consegna della camera, siamo padroni di organizzare e pianificare le nostre future immersioni, questo è importante, perchè le nostre esigenze fotografiche, non sempre collimano con quelle di coloro che vanno sott'acqua per piacere o per sport. E' stato sufficiente essere 4 subacquei, perchè il responsabile del Diving ci mettesse a disposizione una barca completa di equipaggio e guida subacquea per tutta la durata della nostra permanenza.
Siamo partiti da casa già informati su cosa e dove saremmo andati a realizzare i nostri reportage fotografici, comunque altri ulteriori chiarimenti ci sono stati forniti da coloro che ovviamente ci avrebbero affiancato ed accompagnato quotidianamente.
Intorno all'Isola ci sono diversi siti interessanti, da North Point a Quillano, a Lighthouse, a Dakit Dakit, dall'House Reef a Bugtong Bato, tutte immersioni poco profonde, max 20 metri, ricchissime però di coralli molli e duri, svariati canion dalle cui pareti si stagliano Alcinari enormi e dove variegati Nudibranchi scivolano leggeri. Gamberetti di qualsiasi forma e tipo, Cavallucci Marini normali e Pigmei, Squillamantis, Mandarin Fish, Totani e Seppie e l'immancabili Frog Fish, insomma tutto ciò che qualunque fotografo subacqueo vorrebbe incontrare e fotografare.
Qui, tutto è normalità e questo ha fatto sì che dopo il terzo giorno di immersioni, non avessi più gli stimoli per fotografare i Cavallucci Pigmei poichè si trovavano ovunque.
Navigando in direzione Nord-Est in 50 minuti circa arriviamo a Gato Island, un isolotto dalla forma a panettone, classificato santuario marino protetto.
Le immersioni sono spettacolari, dobbiamo essere preparati a pinneggiare con i Serpenti Marini, in quanto ce ne sono così tanti che è facilissimo avvistarli, Squali di barriera e nutrici si riposano in grottini riparati e cavità e grotte formano cunicoli e passaggi suggestivi dove la vegetazione ha preso il sopravvento. E' difficilissimo scegliere quale obbiettivo fotografico montare, poichè c'è l'imbarazzo della scelta.
Su 9 giorni di immersioni a disposizione, 3 li passiamo in questo sito.
A sud invece, a circa 1 ore e 30 di navigazione troviamo Calangaman Island, per compiere questo itinerario occorre stare fuori tutto il giorno, vale la pena farlo in quanto, a 32 metri, mimetizzato su una gorgonia, troviamo ad aspettarci il Cavalluccio Denise.
I siti appena elencati, si sono mostrati sicuramente al di sopra delle più rosee aspettative, non mi sarei mai aspettato di trovarvi tanta e tale varietà marina, mentre nella pubblicizzata secca di Monhad Shoal, dove avremmo dovuto trovare branchi di Squali Volpe docili come agnellini fermi ad aspettarci per farsi fotografare, non abbiamo visto niente.
In mare purtroppo non c'è niente di certo, sicuramente ci vuole anche tanta fortuna, infatti le levatacce fatte alle 4,30 del mattino per andare a vedere questi fantomatici Squali, si sono rivelate tutte fallimentari. Purtroppo, esclusa la prima uscita, non abbiamo avuto il piacere di riprendere decentemente questo bestione dalla coda gigantesca.
La secca dista circa 30 minuti di barca in direzione Est, la partenza è programmata alle 5 del mattino poichè alle prime luci dell'alba dobbiamo essere già in acqua. E' a quell'ora che questi animali salgono in superfice per mangiare e farsi pulire.
Guadagnato il punto di osservazione a circa 20-22 mt. di profondità ci stabilizziamo sul fondo e rimanendo fermi si deve attenderne l'eventuale passaggio, dopo 40 minuti, se siamo in aria, per non incorrere in tempi di decompressione dobbiamo risalire, se invece siamo in nitrox allora le possibilità di avvistamento aumentano, in quanto aumenta il tempo di permanenza sul fondo.
Sarà per la pessima stagione in cui siamo incappati, (in 13 giorni abbiamo avuto 2 cicloni tropicali), sarà per la troppa gente presente in questo periodo, fatto stà che questi Squali li abbiamo visti..... nelle fotografie esposte al Diving....
Ad ogni modo non mi rammarico, sono rimasto estremamente soddisfatto degli scatti realizzati, sarebbe stato forse chiedere troppo aver potuto riprendere anche loro, pazienza ci sarà una prossima volta.
Intorno all'Isola ci sono altri luoghi che non ho elencato, perchè non li abbiamo potuti visitare a causa del brutto tempo.
Abbiamo dovuto compiere le immersioni in zone ridossate, quindi siamo stati un pò limitati e obbligati nella scelta, in ogni modo, non ho rimpianti, credo comunque di aver realizzato buoni scatti.
L'abbondanza di specie presenti, anche rare, ha prevaricato su tutto, l'eccitazione era talmente alta che arrivavamo alla sera senza aver avuto 1 ora di relax, la voglia di rivedere subito gli scatti prodotti mi portava a stare incollato al computer persino tra una immersione e l'altra.

 


Sono tornato a casa bianco come quando sono partito. In fin dei conti chi se ne importa della tintarella, il viaggio era finalizzato alla realizzazione di fotografie subacquee e non per prendere il sole su una spiaggia tropicale!

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19 Settembre 2007 - Gorgona e Capraia

Gorgona e Capraia

Non avrei mai pensato che nel giro di un mese, mi si sarebbe presentata l'opportunità di partecipare alle spedizioni nelle tre isole protette dell'arcipelago toscano.
Come per Montecristo e Pianosa, con l'Università di Siena, questa volta, la destinazione sarebbe stata Gorgona e Capraia.
L'intento è quello di poter campionare sedimenti marini per scopi di ricerca scientifica.
l'opportunità capitatami è veramente allettante, in quanto poche, e ripeto poche persone hanno ed avranno questa possibilità. Poter presenziare e fotografare luoghi inaccessibili come questi, è veramente un privilegio destinato a pochi.

Il ritrovo questa volta è il porto di Piombino, partiremo da lì facendo rotta e navigando di notte verso l'isola di Gorgona. Il mare è talmente calmo, che per almeno 2 ore mi permette di intrattenere l'equipaggio facendogli vedere le mie fotografie scattate nella precedente spedizione, sarà l'unica, delle tre giornate a disposizione, in cui si mostrerà clemente con noi. Arrivati a notte fonda, nostro malgrado, ci ritroviamo a dover svegliare mezzo carcere, per avere l'autorizzazione ad ormeggiare in banchina, fatto ciò ci si abbandona ad un sonno ristoratore che ci permette alle 7 del mattino di essere già in piedi sul ponte della barca, incuriositi ed allo stesso tempo affascinati da ciò che la vista ci offre. Un borgo, non troppo fatiscente, che mostra i segni di una vita attiva ma allo stesso tempo isolata. Qui i carcerati vivono in regime di semilibertà, facendo i lavori che consentono il sostentamento della comunità, c'è chi si dedica all'agricoltura, chi alla pesca, chi a lavori di manutenzione delle strutture ed impianti, al loro fianco le guardie carcerarie con i loro familiari.
Fatte le presentazioni di rito, e controllate le nostre autorizzazioni, siamo padroni di scegliere e pianificare a nostro piacimento i siti in cui dovremo svolgere i campionamenti e le fotografie, decisioni influenzate dallo stato del mare, in quanto è arrivata una perturbazione che ci accompagnerà per i successivi 3 gioni.
Le immersioni a parer mio risultano essere più ricche di pesce, rispetto a quelle di Montecristo, l'acqua, sempre limpidissima, permette una visibilità di oltre 20 mt., non fosse per il cielo nuvoloso che appiattisce tutto quanto, il nostro entusiasmo sarebbe alle stelle.
Entusiasmo pienamente ripagato, quando per la mia 4° immersione giornaliera decido di tuffarmi in notturna dal pontile del porticciolo, branchi di pesci, come non ne avevo mai visti, erano entrati tutti a riparo dallo scirocco che alzava, al di là della diga foranea, almeno un paio di metri d'onda. Un barracuda, di almeno un metro, mi rasentò 2 volte, anche lui approfittando di questa insperata mangianza. Granceole, triglie, saraghi, occhiate, dentici, un branco di sardine che si stagliava come un muro ad impedirci di proseguire, sembrava veramente di essere dentro ad un acquario. In totale abbiamo effettuato 6 immersioni, ho potuto realizzare immagini ambiente, in cui si vedono persino 2 bellissime carcasse di vecchie auto, ed immagini macro in cui 2 cratene ed una flabellina scivolano dolcemente su un solito rametto.
La possibilità di poter fare un giro anche per il borgo, chiaramente senza fotografare le strutture carcerarie, arricchisce ulteriormente il mio archivio fotografico anche di foto paesaggistiche.

La traversata in direzione di Capraia è abbastanza rilassante, onda lunga di nord-ovest, che concilia un lungo pisolino, non c'è tempo e possibilità però di fare altre immersioni in questa giornata, poichè trovato ormeggio dentro il porto, preferiamo rilassarci in pizzeria davanti ad una buona birra.
Il tempo purtroppo non migliora, al mattino è già presente un forte maetrale che non ci dà la possibilità di effettuare i campionamenti nella zona A, ci ridossiamo a Cala rossa, e successivamente verso la punta della fica, che dire l'ambiente è molto simile alle altre isole, resta però la gioia di essere riuscito a realizzare fotografie presso tutte e sette le perle del nostro arcipelago, se vi pare poco................grossi nuvoloni accompagnano il nostro ritorno.

Donati Gabriele

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20 Agosto 2007 - Spedizione scientifica all'isola di Pianosa e Montecristo

  Spedizione scientifica all'isola di Pianosa e Montecristo

Prosegue il programma pianificato dall'Università di Siena per ciò che riguarda la campionatura, la classificazione e la sperimentazione nelle Aree Marine Protette dell'Arcipelago Toscano. Prelevamenti di Campioni di sedimento, di acqua, di vegetali, che poi successivamente in laboratorio saranno analizzati e comparati con gli altri dati già in possesso per capire e monitorare costantemente l'evoluzione o l'involuzione del "Mare di casa nostra".
Le zone di interesse questa volta sono l'Isola di Pianosa e Montecristo. Trascorreremo un giorno a Pianosa, con la possibilità di scendere anche a terra e due giorni a Montecristo.
L'attrezzatura portata è impressionante, scatoloni con barattoli di plastica per la campionatura, computer, apparecchiature di rilevamento e misurazione, composti chimici per mantenere inalterato ciò che sarà per nostro interesse prelevato, circa 90 bombole, in ultimo non meno importante anche il mio compressore per ricaricarle ed il generatore di corrente, entrambi di riserva se eventualmete ne avessimo necessità di utilizzo ed ovviamente l'attrezzatura completa che ha ogni subacqueo.
Il Coordinatore è il Dott. Mauro Mancini, lo scienziato responsabile dott. Guido Perra, i subacquei dell'associazione Sub-Siena, tutti istruttori tranne me, io sono l'unico con il terzo grado, in quanto dovendo fare anche immersioni profonde, è necessaria molta esperienza.
Con la Barca, il Mizard, stipata oltre misura, il viaggio parte da Porto S. Stefano intorno alle 19 del 31 di luglio e ad una velocità media di 9 nodi causa un'onda di prua di circa 2 metri che ci accompagna per tutto il tragitto, in circa 6 ore e mezzo ancoriamo in rada a Pianosa.

La giornata al nostro risveglio si presenta splendida, una leggera brezzolina di scirocco ha spazzato via quel fastidioso maestrale che inusualmente ha perdurato fino a notte inoltrata; Salvatore, il nostro Comandante, ci fà trovare già pronto il caffè caldo, e con biscotti e cornetti con la nutella, inizia così nel migliore dei modi, la nostra spedizione.
Sbrigate le formalità con la capitaneria di porto che staziona sull'isola, la quale chiaramente è arrivata subito per controllare se avevamo le autorizzazioni in regola, pianifichiamo i 2 siti di campionatura che dobbiamo svolgere nella mattinata.
Ho già parlato delle immersioni a Pianosa in un altra spedizione, quindi non mi divulgherò oltre su questo, basta dire che sono sempre e comunque affascinanti, anche se abbastanza di superficie. La novità molto gradita e stata l'escursione che abbiamo fatto a terra, con la visita persino delle catacombe, la sensazione lasciata però è stata per tutti noi la stessa, un senso di abbandono, di fatiscenza, un borgo talmente bello che racconta i fasti dei suoi giorni più fiorenti; cioè quando le famiglie dei secondini che lavoravano nel carcere, usufruivano dell'ufficio postale, dell'alimentari, dell'edicola, della chiesa, e le vivevano...... adesso invece tutto è così abbandonato.
Anche se qui, ogni cosa sembra rallentata, in realtà il tempo corre troppo velocemente e noi dobbiamo salpare per raggiungere Montecristo, sono già le 18, impiegheremo almeno 2 ore per arrivarci.
la navigazione è piacevole, a differenza della partenza, questo tratto lo percorriamo di giorno.
L'orizzonte si manifesta fin dove la vista può arrivare, si ha l'Elba e Pianosa alla nostra poppa, la Costa Toscana a sinistra, la Corsica a dritta, Montecristo e più lontano il Giglio a prua. Il sole intanto lentamente và giù....... nonostante questo scenario fantastico la mia mente è pervasa dalla voglia di arrivare prima possibile poichè sicuramente, un tuffo in notturna ci scapperà. Poter immergersi di notte in un luogo che è sottoposto alle più rigide regole restrittive, (basti pensare che anche noi siamo autorizzati ad entrare in acqua solo ed esclusivamente con le mute e per scopi scientifici pena sanzioni amministrative e penali pesantissime); e la cui vita marina vedrà sì e nò 100 subacquei all'anno, giustifica sicuramente questo mio stato d'animo.

Al nostro arrivo siamo accolti dal custode dell'isola, Goffredo, il quale ci assicura con un solido ormeggio al piccolo pontile il quale insieme alla casa dove abita e all'altra che serve i 2 Forestali che in estate stazionano sull'isola, è l'unica testimonianza che rappresenta la presenza attiva dell'uomo.
Smanioso di vedere cosa il fondale sabbioso di Cala Maestra ci offre, in un amen sono già pronto e montato il 105 macro, mi tuffo. L'acqua è limpidissima, Orate, Saraghi, Triglie, Gronchi delle Baleari, una Seppia affamata, Gamberetti e il raro Gambero delle Nacchere; questo è tutto ciò che sono stato in grado di fotografare.
Al mattino, carichi a mille, salpiamo di buon ora e circunnavigando l'isola, realizziamo in tre siti differenti i nostri campionamenti corredati da reportage fotografico da me realizzato. L'acqua è limpidissima, ma sorprendentemente notiamo l'assenza di pesce grosso; a parte le innumerevoli Cernie, tante Castagnole, Anthias, Donzelle, Occhiate, Saraghi, ma non
vediamo pelagico; sulle pareti brulle o quasi, tanta mucillaggine, le poche Gorgonie trovate ne sono completamente ricoperte, quà e là Granceole che si mimetizzano perfettamente nella vegetazione. Si ipotizza che ciò sia dovuto al ciclo naturale ed al surriscaldamento del mediterraneo. In ogni modo la limpidezza dell'acqua favorisce magnificamente le mie riprese fotografiche dei fondali e delle pareti, in fin dei conti io sono quì per questo; non per vedere barracuda, tonni o altro. A fine giornata c'è ulteriore spazio per un'altra nuotata notturna che mi porterà nuovamente ad incontrare gli esemplari fotografati la sera precedente.
La mattina del 3 di agosto ci vede intenti a riordinare tutte le nostre cose, poichè dopo le 2 campionature, riprenderemo la rotta del rientro.
Il mio sguardo e di conseguenza i miei scatti si rivolgono a questo punto anche alla conformazione dell'isola, ciò che mi colpisce maggiormente è la formazione granitica, la quale si presenta liscia e lineare, con pareti scoscese, che solamente le capre che la popolano possono percorrere.
Fatte le due immersioni che sono risultate essere pressochè simili a quelle del giorno precedente, intorno alle 15,45 decidiamo di salpare l'ancora e mettere la prua in direzione
dell' Argentario, il GPS ci indica che ci vorranno circa 5 ore e mezzo di navigazione.

Per tre quarti il viaggio è gradevolissimo, c'è chi dorme, chi ascolta musica, chi commenta le proprie esperienze, chi riordina la propria attrezzatura; appena siamo nuovamente sotto copertura i telefonini tornano a farla da padroni, siamo stati 2 giorni senza e assicuro che non ne abbiamo assolutamente sentito la mancanza. Arrivati vicino all'isola del giglio ritroviamo il consueto maestrale pomeridiano, le onde create, sbattendo sulla fiancata della barca, ci fanno ballare un pò, nonostante che sarà così per le rimanenti 2 ore di navigazione, trovo ancora lo stimolo per fare altre riprese fotografiche. Guadagnato il fly, sfidando gli spruzzi che a volte inumidiscono la mia D2X, colgo un raggio di sole che illumina Giglio Castello, l'immancabile tramonto, giochi di nuvole rosate sul cielo.... è quasi completamente buio quando le luci di Porto S.Stefano ci indicano che siamo ritornati.  

Donati Gabriele

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2 Aprile 2007 - Crociera S. John

Crociera S. John

Una settimana passa veloce quando si è in barca, figuriamoci  poi se siamo nel bel mezzo di uno dei luoghi più decantati e spettacolari del Mar Rosso. Mi stò riferendo alla appena conclusa crociera effettuata a bordo del Dive One con destinazione S. John.
Dopo l'esperienza Filippina, per concludere questo inverno per niente rigido, non potevo farmi mancare una puntatina nell'ormai consueto Mar Rosso, dal momento che Sharm, Hurgada e Marsa Alam sono mete a me già conosciute mi sono lasciato sedurre dal fascino di passare una settimana a S. John in compagnia dell'ormai inseparabile compagno fotografico ed amico Giovanni, Antonio, Fabio e Vanda. La decisione è presa anche dal fatto di voler conoscere e sperimentare questa barca per ipoteticamente proporla per un prossimo viaggio in seno all'associazione.
La sera prima della partenza lo stress è alto in quanto per i tragitti aerei a corto raggio il limite di peso pro capite consentito è veramente limitato, 15 kg per la valigia e 7 kg per il bagaglio a mano sono niente per un sub, figuriamoci per un fotografo subacqueo, quando ho pesato il tutto non volevo credere alla bilancia, avevo circa 58 kg! D'altronde passare una settimana completamente isolati dal resto del mondo, per tre giorni non avremmo avuto nemmeno la copertura telefonica, comporta ovviamente un supplemento di oggetti da portarsi dietro. Forse questa volta ho un pò esagerato, del tipo 58 pile stilo ricaricabili necessarie per i 2 flash e la lampada a led con 4 caricabatterie e tutto il resto, hard disc e computer 2 macchine fotografiche, per non parlare dell'attrezzatura sub, 2 erogatori completi che ogniuno pesa 5 kg, ma comunque indispensabili in caso di guasto o rottura. Vestito come un kamicaze, cioè marsupio, zainetto e giubbotto da fotografo pieno di capienti tasche, se ti metti la roba addosso non viene considerata nel peso dei bagagli, oltre ai 2 trolley sono pronto per affrontare il check-in. Chiaramente dopo breve contrattazione abbiamo pagato 192,50 euro di supplemento, gli si è lasciata anche la mancia facendo conto pari cioè 5,50 euro per ogni kg eccedente e la valigetta con il pc portatile piena anchessa di ciabatte, riduttori e quant'altro sono riuscito ad imboscarla non facendola così considerare nel peso totale eccedente. L'incazzatura è passata appena guadagnato il terminal dove abbiamo ricomposto e risistemato nel trolley ciò che ci eravamo stipati addosso, in fin dei conti con 50,00 euro in più a testa ce la siamo cavata.
Non stò a raccontare il viaggio, il transfer e l'imbarco in quanto tutto regolare, a parte la cena servita in volo.... pane e carote...., forse mi si è avvelenato il dente nei confronti di questa compagnia aerea, poichè preferisco raccontare subito le immersioni e ciò che vi ci ho fotografato. é il 18 di Marzo l'itinerario comincia subito con uno dei più belli e spettacolari, scenograficamente parlando, siti che andremo a trovare; Shaap Claudio, una serie i cunicoli tra i quali l'illuminazione solare filtra e crea giochi di luce e riflessi che in questa acqua così limpida risultano ancor più amplificati nonostante la sospensione che, causa il fondo sabbioso, inevitabilmente viene sollevata dal passaggio di più subacquei.

 

Il primo giorno ovvimente le immersioni sono ridotte e limitate in quanto le guide devono conoscerci e la barca deve fare più navigazione, anche in notturna, per raggiungere la zona di S. John ed è per questo che la seconda viene pianificata a Ras Sataya.
Scesi in acqua immediatamente ci appare alla nostra vista una quantità enorme di organismi monocellulari, come a sembrare tantissime meduse ed inconfondibile l'ambiente tipico del Mar Rosso, colori-pesci-pesci-colori. Alcionari con colonie di anthias, madrepore e l'immancabili lion fish che ti seguono instancabili.

 

La prima giornata se ne stà andando, rinunciamo tutti a fare la notturna per dare modo al capitano di salpare e raggiungere così di buon mattino Abili Ali un reef ricchissimo di alcianori, pesce pelagico e sicuramente squali pinna bianca, grigi, forse martello, forse anche longimanus.
La nottata passa in navigazione e grazie al mare quasi calmo anche in maniera molto confortevole. Io e Giovanni siamo nella cabina di prua ed è lì che più si sente il beccheggio, ma da lupi di mare quali siamo non abbiamo nessun tipo di problema. Alle 6 del mattino suona la campana, sarà questo il nostro richiamo di adunata per i vari breefing quotidiani e pasti, caffeino veloce e subito a vestirsi per immergerci almeno a 40 mt. in cerca di pesce pelagico. Nella seconda finiamo il giro intorno al reef ma in entrambe le uscite non abbiamo il piacere di riuscire a fotografare nessuno squalo, avvistiamo solamente 2 grigi che stazionano almeno 20 metri sotto di noi, troppo lontani per essere ripresi decentemente. Io ho montato il fish-eye in entrambe le immersioni, forse già conscio che sarei stato molto più preso a fare foto ambiente ad alcionari ed anthias.

Riguadagnata la barca, appena il tempo per asciugare la custodia, aprire la macchina e scaricare la scheda, che è ora di pranzare e di risalpare per ormeggiare su di un nuovo sito, Shaab Fahrg. 2 ore circa di navigazione e arrivati al reef predetto assicurata la barca cominciamo i preparativi per la terza immersione giornaliera. Gaetano, una delle nostre 2 guide, è semplicemente straordinario nell'esposizione dei breefing, tra una risata ed una battuta, ci troviamo già in acqua ad immortalare delle istantanee mozzafiato. Il tema è sempre il solito; luce, colori, vita.

Il menù è sempre variegato, per gli stakanovisti c'è pure la possibilità di effettuare una notturna, sicuramente la vita è meno attiva rispetto a quella che può esserci in oceano indo-pacifico, ma può offrire sempre spunti o particolari egualmente interessanti da spingerti a farla. Le guide non ci accompagnano in questo tuffo, 35 minuti sono più che sufficienti per riprendere qualche gamberetto, pesci dormienti e tre chromodoris quadricolor intenti a rincorrersi l'un con l'altro.

 

Dopo una nottata tranquilla di buon ora vengono accesi i motori poichè grazie alla splendida giornata che stà prendendo forma, Cristoph, l'altra guida, decide di recarsi a Shaab Mahrush, un piccolo reef di forma circolare particolarmente ricco di vita e non sempre frequentabile in quanto non è molto protetto dai venti che frequentamente soffiano da nord. Qui decidiamo di fare la 7° e 8° immersione per avere modo di poterlo girare più volte a varie profondità, la morfologia è incredibilmente varia, si spazia da punti dove gli alcionari coprono letteralmente la parete a punti dove quest'ultima è brulla e desertica, grotte e anfratti offrono rifugio a cernie giganti, tonni, dentici e carangidi fanno da spettatori nel blu, più in basso i soliti squaletti che schivi se ne rimangono nelle profondità.

Dopo il veloce caffè preso appena alzati, dall'italia avevamo portato una moka e 2,5 kg di caffè macinato, tra la prima e la seconda immersione ci abbandoniamo ad una ricca colazione, crepes, toast, uova o omelet, formaggio, wurstel, yogurt e frutta e dopo ciò tutti nel sun deck a crogiolarsi al sole tranne me intento a scaricare e sistemare i miei scatti e ripreparare la macchina fotografica per l'immersione successiva.
é il 20 marzo, sono già 2 giorni che non abbiamo notizie e copertura telefonica, si stà da Dio!!!
Consumato anche il pranzo, ci rimettiamo in movimento alla volta di Sha-ab Haihd, un reef con bassofondo sabbioso indicato anche per un'altra eventuale immersione in notturna, ricco di madreporoni, pinnacoli che si innalzano da meno 20-25 mt. a pelo d'acqua. Logicamente rimonto il fish-eye e mi immergo intenzionato a ritrarre ancora una volta l'ambiente che si mostra un pò cupo e tebroso. Tra i vari pinnacoli la corrente si insinua decisa e porta plancton alle miriadi di forme vitali che vi si annidano, in lontananza mi appare un piccolo squaletto pinna bianca, adagiato sul fondo intento a riposarsi, mi viene subito il rimpianto per non aver montato il 17x55, pazienza cerco di protrarre più a lungo l'apnea per avvicinarmici il più possibile, tentativo vano poichè arrivatogli a circa 1,5 metri sparo la mia prima flesciata ed ottengo il risultato di spaventarlo e farlo fuggire. Peccato perchè sarà la mia unica possibilità di avvicinarmi a questo animale.

A causa della corrente rinuncio a fare la crepuscolare o notturna e dedico la serata alla sistemazione e visione delle foto fino a qui effettuate.
Le 4,50 del mattino mi vedono già alzato sul ponte superiore della barca a fotografare un'alba, che a causa di un leggero vento da sud che ha fatto alzare un pò di foschia, non è per niente affascinante, quando i miei compagni di viaggio si svegliano mi trovano già attivo e frenetico voglioso di gustarmi un'altra giornata di fotosub, con almeno 3 immersioni da compiere. La meta odierna scelta è Abili Gaafar, il tema è sempre il solito, breefing, vestizione, gommone che ti porta sul reef, tuffo, fotografi per conto loro gruppo dietro le guide fino ai 45-50 mt. di profondità. Per me non è necessario ed importante arrivare a tali profondità, la vita rigogliosa e bella da fotografare risulta essere fino ai 30 mt. , dopo pian piano si ha una attenuazione sia della flora che della fauna con inevitabile perdita dei colori.

 

L'immersione finalizzata alla realizzazione fotografica è molto diversa da quella ricreativa, a seconda di quello che ci si prospetta davanti quando scendiamo, dobbiamo essere in grado di essere indipendenti ed autonomi dal resto del gruppo, a meno che non si abbia un compagno pronto a sacrificarsi ed aspettarci ogni qualvolta ci fermiamo o attardiamo. l'undicesima immersione fatta ad Umm Kaharim è strepitosa, simile a Shaap Claudio, cioè con giochi di luce affascinanti, con la differenza però che qui l'acqua è limpidissima, a fatica si riesce a credere di essere in mare e non in una piscina, il celeste cristallino è impressionante.

 

Sono già 4 giorni che non mettiamo piede in terra, ma la voglia e la bellezza di questi fondali fà sì che almeno io non senta assolutamente la stanchezza, pian piano gli altri si stanno spengendo, ma in me l'entusiasmo è sempre forte è vivace come il primo giorno. Stasera decido di fare nuovamente la notturna casomai mi imbattessi nella tanto agognata ballerina spagnola. Comincio con il fotografare dei crinoidi con i loro granchietti, un bel lion fish, un palla e poi dal momento che le cose non vengono mai per caso e del tipo chi cerca trova, ecco davanti a me quella che per molti vale da sola un viaggio del genere. Sono sincero, mi ci sono divertito per un buon quarto d'ora, l'ho fotografata in tutti i modi e posizioni e graditissima sorpresa successivamente riguardando le foto sul computer mi si è presentata con il gamberetto che vive perennemente con lei...... ad occhio nudo non era stato assolutamente possibile vederlo, vuoi per il buio, vuoi per l'acqua che non era nemmeno troppo limpida. Eccitatissimo mi sono sentito un pò invidiato dai miei compagni fotografi che non avevano trovato niente di interessante da immortalare.

Intanto avevamo già ricominciata la navigazione verso nord, verso cioè un briciolo di civiltà e questo ci aveva permesso di tranquillizzare i familiari a casa e di apprendere dalle notizie meteo che l'italia è attanagliata da un freddo polare, qui, stranamente non c'è nemmeno quel fastidioso ventolino proveniente da nord che in questa stagione ti fà battere i denti quando esci dall'acqua.é il penultimo giorno di immersioni che ho a disposizione, quindi per oggi devo far in modo da farci entrare almeno 4 tuffi, sveglia come al solito alle 6, per cominciare abbiamo Shaab Maksur, come al solito mi separo quasi subito da Giovanni, lui continua con il grandangolo, io con il 70x180, voglio qualche scatto ravvicinato dal momento che d'ambiente ne ho sicuramente a centinaia.

 

Tra una immersione e l'altra prosegue il nostro avvicinamento ad Hamata, una specie di porto... praticamente una insenatura riparata con un pontile in pietra mezzo diroccato da dove sbarcano e salpano i gruppi di subacquei che si inoltrano in questo itinerario. Arriviamo a Sha_ab Melay, anche qui la limpidezza dell'acqua è disarmante, branchi di triglie gialle si riposano controcorrente in queste pareti scoscese e brulle ma non meno spettacolari e poi i soliti immancabili anthias che colorano e vivacizzano gli ultimi metri.

Dopo pranzo ancoriamo ad Abu Galawa, qui troviamo un relitto di un piccolo rimorchiatore adagiato sulla parete perfettamente conservato e inserito nell'ambiente circostante. Sono il primo a vestirmi e tuffarmi, la luce radente mi dà un controluce sulla sagoma affondata dello scafo niente male ed infatti non duro molta fatica a ricavare altri 50 scatti prima che arrivino gli altri subacquei e con loro il polverone. Praticamente quando ho ritenuta conclusa la mia immersione, gli ultimi sub stavano tuffandosi ancora dalla barca.

Solita procedura, asciugatura della custodia, apertura, rimozione della scheda, cambio batterie, cambio obiettivo e nuovamente pronto per la prossima.
Se non fosse per i tempi di attesa dovuti alla ricarica delle bombole e alla desaturazione, ogniuno ha la sua postazione fissa ed utilizza la medesima bombola durante tutte le immersioni, sarei già in grado di farne una nuova. Aspetterò la notte, anche perchè voglio andare a cercare quei granchietti che convivono mimetizzandosi sui crinoidi. Il luogo rimane il solito e così sarà anche per l'immersione di domani mattina. Trovare un compagno per la notturna non è facile, tutti sono stanchi o appagati, nessuno ha interesse a tuffarsi per vedere 2 vermetti tranne me e finalmente Linda, così facendo ci ritroviamo nuovamente in acqua per la quarta volta in questa giornata. L'aspettativa è stata pienamente ripagata, infatti sono bastati 35 minuti per riprendere un bel pappagallo, quei granchietti che ero sicuro di poter incontrare e un chromodoris, prima che il freddo ci dicesse di chiudere così.

Tra una ciacchiera e l'altra tiriamo sempre la mezzanotte, sono 5 giorni che stiamo insieme e il gruppo, 20 subacquei più le 2 guide più le 6 persone dell'equipaggio, si fà sempre più omogeneo, logicamente noi toscani con la nostra ironia facciamo la parte dei leoni, abbiamo il compito di tenere alto il morale e lo spirito di tutti ed anche se nessuno ci ha dato questa procura, ce la prendiamo da soli.
Al mattino La sveglia è più ritardata, oggi solamente 2 immersioni e poi un giorno intero in barca a riposarci e desaturarci prima del volo di rientro. Ormai faccio coppia fissa con Roberta, una ragazza romana appassionata di fotografia che mi fà da spalla durante le mie immersioni e l'unica ormai con ancora un briciolo di voglia ed entusiasmo. Anche se è la terza volta che mi immergo sul solito sito riesco comunque a trovare qualche scatto nuovamente interessante che và ad arricchire il mio ormai già vasto archivio.

La barca è già pronta a salpare, un ultimo ancoraggio a Shaab Hamam per la mia diciottesima immersione, l'ultima ma non per questo meno ricca ed interessante, sicuramente poco profonda, comunque ricca di vita, una bavosina che mi ha fatto impazzire per ritrarla, alcionari che con le loro venature sembrano dipinti, pagliacci su attinie con gamberetti fantasma giganteschi, un anthias sgargiantissimo nella sua colorazione, triglie, palla, farfalla e di tutto di più, questo è il Mar Rosso; anche in un luogo insignificante può trovarvisi una biodiversità incredibile.

é l'ultimo tuffo ora non resta che riordinare tutto e attendere in porto il transfer che ci riporterà all'aereoporto. Nonostante che dal secondo giorno sono stato costretto a fotografare con un flash solamente causa guasto e che non abbiamo incontrato da vicino gli squali sono soddisfatto ugualmente per come si è svolta la settimana, ora abbiamo circa 1 giorno e mezzo di attesa, noi che siamo partiti da fiumicino decolleremo alle 23,30 del sabato. La barca si dimostra ben costruita anche per svolgere questo compito, gli spazi sono sfruttati ottimamente, la discrezione dell'equipaggio sempre presente ma mai invadente, ti fà sembrare questi 35 metri di legno un transatlantico, con calma rimettiamo in ordine i nostri bagagli, sicuramente non avremo problemi di peso al rientro, la mia D2X al collo per immortalare quei bambini che tirano avanti elemosinando qualche spicciolo in cambio del loro aiuto al trasporto dei bagagli sul pontile diroccato, due ore e mezzo di pulman per arrivare a Marsa Alam ed in men che non si dica siamo nuovamente a casa.

English version

St.John cruise

A week goes fast when you are on a boat, imagine if you are in the middle of one of the most renown and spectacular place of the Red Sea. I’m speaking about the cruise, just finished, on board of Dive One, destination St. John.
After the phylippine experience, to close this winter not cold at all, I couldn’t miss a little trip to the usual Red Sea, since Sharm, Hurgada and Marsa Alam are already known places for me I got seduced by the fascination of spending a week in St. John in the company of my inseparable photo-companion and friend Giovanni, Antonio, Fabio and Vanda.The decision was due also because of our wish to know and experience this boat to use it, in case, for our next trip for our association.
The night before departure stress is high since for short trips by plane the individual weight limit allowed is really limited, 15kg for the bags and 7kg for hand-luggage is nothing for a diver, even less for a underwater photographer, when I weighted everything I couldn’t believe the scale, I had about 58kg! That’s because  spending a week completely isolated from the rest of the world, for three days  also without any phone-line,implies a supplement of objects to carry.Maybe this time I exaggerated a bit, like 58 rechargable stilo-batteries necessary for the 2 flashes and the led-lamp with 4 chargers and all the rest, hard disk and pc, 2 cameras, in addition to the diving equipment, 2 complete erogators each weighting 5kg, but indispnsable in case od breaking of damage.
Dressed like a kamicaze, moneybelt, pack-bag and my photo-jacket with large pockets, if you wear it the stuff is not calculated in the weight of the luggage, in addition to the 2 trolleys I’m ready for check-in. Clearly after bargaining shortly we paid 192,50 euros supplement, leaving also a tip to make the sum even, 5,50 euros for every extra kg and the bag with the lap-top full also with slippers, adaptors and everything that I managed to hide so to avoid including it in the total weight. I stopped being upset as soon as I reached the terminal where we ricomposed in the trolley all that we had stuffed on ourselves, after all with 50extra euros each we made it.
I’m not going to speak about the journey, the transit and the boarding since all went regular, exept for the dinner served…bread and carrots…maybe I got a grunge for this air company, and I prefer to speak about the immersions and what I pictured in them.
It’s the 18 of march the itinerary starts immediately with one of the most beautiful and spectacular, speaking about the setting, sites found; Shaap Claudio, a series of tunnels where the sun filters creating light effects and reflections that in this clear water are even more amplified even with the suspension that, because of the sandy shoal, inevitably is moved at the passing of the divers.
The first day the immersion are naturally reduced and limited, since the guides have to know us still and the boat must do more navigation, at night too, to reach the St.John area and infact the second one is planned at Ras Sataya.
Down in the water soon in our sight we get a huge quantity of monocellular organisms, looking like many jelly-fishes and the reknown typical setting of the Red Sea, colors-fishes-fishes-colors. Halcyons with colonies of Anthias, Madrepores and the never missing Lion-fish following you constantly.
Our first day is ending, we all renounce to the night one in order to let the captain sail to reach in the morning Abili Ali a reef rich in Halcyons, pelagic fish and for sure White-fin sharks, grey maybe Hammer, maybe also Longimanus.
We spend the night navigating and also very comfortable, thanks to an almost calm sea. Giovanni and I are in the stem-cabin where we can feel more the pitching, but we are sea-wolves and we don’t have any problem  with it.
At 6 o’clock in the morning the bell rings, this will be our meeting call for the various daily briefings and meals, fast coffee and then the quick dressing up to dive going down at 40mt. Minimum in search of pelagic fish. In the second one we end the round trip around the reef but in both our immersions we don’t get the pleasure to shoot any shark, we can just see 2grey ones  at at least 20mts under us, too far to be decently shot. I have put on my fish-eye in both immersions, maybe already aware to be taking pictures more to the scene with Halcyons and Anthias.
Back on the boat, just the time to dry the cover, open the camera and download the card, that it’s now time to have lunch and sail again to a new site, Shaab fahrg, about 2 hours sailing and arrived to the scheduled reef, we assure the boat and start to get ready for our third daily immersion. Gaetano, one of our guide, is simply extraodinary in his briefings, among one laugh and a joke, we get back in the water to shoot breth-taking pictures.The theme is always the same;light, colors, life.
The menu is always varied, for the stakanovist work-alcoholics there is also the chance to go down at night, surely life is less active compared to the one present in the Indian-Pacific ocean, but can still offer inspiration and details equally interesting. Guides are not with us in this jump, 35minutes are more than enough to shhot some prawns, sleeping fishes and 3Chromodoris Quadricolor running after each other.
After a calm night the motors are switched on early since thanks to the wonderful day coming, Christoph, the other guide, decides to go to Shaab mahrush, a small circular reef particularly rich in life and not always accessible since it’s not very protected from the wind blowinf frequently from the north.Here we decide to do our 7th and 8th immersions in order to go around it more times at various depths, its morphology is incredibly varied, going from points in which the Halcyons cover the wall to points where then wall is bare and desertic, caves and gorges offer refugee to giant Groupers, Tuna-fish, Dentexes and carangidis look as spectators of the blue, more down the usual little sharks that shy, remain deep down.
Afetr a fast coffee after woken up, from Italy we brought our Moka machine and 2,5 kilos of coffee, between the first and the second immersion we have a rich breakfast, crepes, toasts, egges or omelettes, cheese, wurstels, yogurt and fruit and after we all go on the sun-deck to fry in the sun, exept me busy with downloading and fixing the shots and then prepare again the camera for the following immersion.
It’s the 20 of March, it’s already 2days without phone-line or news, we live like gods!!!
After the luch, we sail again towars Sha-ab Haind, a reef with sandy shallows chosen also for a possible night- immersion,rich in Madrepores, pinnacles raising from less than 20-25mts to the surface of the water. Logically I put back my fish-eye and I go down wanting to shoot again the scenery now a bit dark and obsure. The current passes strongly through the different  pinnacles, bringing the plancton to the vital forms present, I see from far a small White-fin Shark, resting on the shoal and I immediately regret not having with me the 17X55, so I try to make my apnea longer to go near as much as possible, but uselessly since when I am at a 1,5mts from him, I shoot my first flash only to scary him and make him escape. What a pity, because it will be my only chance to go near this animal.
Because of the current I renouce to the sun-setting and night immersion and I spend the night fixing and looking at the picture taken.
At 4.50 in the morning I’m already on the higher deck of the boat to shoot the sun-rise which, because of a light wind blowing from south creating a bit og haze, is not fascinating at all, when my comrades wake up they find me already active and freneticly wishing to have another day of photo-sub, with at least 3immersions to do. The daily destination is Abili Gaafar, the usual theme, breefing, dressing, rubber dinght bringing us on the reef, jump, photographers alone and a group behind the guides up to 45-50mts depth. For me is not necessary or important reaching those depths, the rich life and nice to picture is present  also up to 30mts., after we slowly have a milder flora and fauna with a loss of colors.
The immersion to take pictures is very different from the recreative one, depending on what we have in front of us when we go down, we need to be independent and autonomous from the rest of the group, unless we have a friend ready to sacrifice and wait for us when we stop or we are late, the 11th immersion in Umm Kaharim is amazing, like in Shaap Claudio, with fascinating light effects, only the water here is very clear, one cannot really believe to be in the sea and not in a swimming-pool, the crystal blue is impressing.
It’s already 5days that we don’t touch the ground, but the desire and the beauty of these shoals make me not feeling tired, the others are slowly off, but instead my enthusiasm is still strong like the first day. Tonight I decide to do again a night-dive, just in case I could find in the famous Spanish Dancer.I start shooting crinoids with their small Crabs, a nice Lion Fish, a Ball and since coincidences don’t exist and if you look for you always find, here it is, in front of me, the one that for many is worth alone a trip.
To tell you the truth, I had fun with it for 15minutes, I pictured her in every way and positions and a great surprise after watching the pictures on the pc was the prawns living always with her…..I couldn’t see it before, impossible because of the dark, of the water not clear enough. Very exited I felt my comrades were a bit envious of me, since they hadn’t got anything interesting to shoot.
Meanwhile we had started sailing south againg, meaning towards a bit of civilization a bit and this let us speaking and calming down our families and getting news about the forecast from Italy which was under a polar cold, here, strangly, there isn’t even a small tedious wind from the north which usually in this season make you feel cold as soon as you get outside the water.
It’s the day before the last of immersions available to me, therefore today I must do at least 4jumps, wake up at 6 as usual, starting with Shaab Maksur, as usual I depart from giovanni almost from the start, he goes on with the wide-angle lens, I with the 70X180, I want some close-ups since the hundreds of landscapes I already have.
One immersion after the other and we get close to Hamata, a kind of harbour…actually an inlet protected by a stone pier half ruined, location for sailing groups of photographers on this initnrary. We get to Sha ab Melay, here also water is very clear, groups of Yellow mollets are resting  in these steep and bare  but still spectacular walls and then the usual Anthias which give life and colour to the last meters.
After lunch we anchor to Abu Galawa, where we find a perfeclty preserved  relic of a small tow boat lying on the wall around. I’m the first one to dress and jump, the grazing light gives me a nice contrast on the sunk shape of the hull and so I can get other 50 shots before the other divers arrive. When I thought of ending my immersion, the others were still jumping from the boat.
Usual procedure, drying of the cover, opening, getting the card, batteries changed, lens changed and I’m ready for the next one.Everybody has a fixed position using the same tank during immersions and I could do already a new one if I hadn’t to recharge the tanks and to desaturate. I’ll wait for the night, also because I want to look for those small crabs who live camouflaging with the Crinoids.The place is the same, like also for the immersion of tomorrow morning. It’s not easy to find a friend for thr night dive, all are tired or satisfied, nobody wants to jump to see 2small worms exept me and Linda, so we go in the water for the 4th time today. The expectation is fully repaid, only after 35minutes to shoot a nice Parrot, those small Crabs that I was sure to meet and a Chromodoris, before the cold stopped us. We always do midnight talking, it’s 5days we are together and the group, 20divers plus 2guides plus 6people of the staff, is more and more united, obviously it’s we the Tuscans who are leading, with our irony with have the task to keep the spirits high, even if nobody told us that openly.
In the morning the wake-up call is delayed, today only 2immersions and then one all day on board to rest and desauterate before flying back.
Now I’m always with Roberta, a girl from Rome with a passion for photography who supports me during immersions and the only one still with a bit of enthusiasm and energy. Even if is the 3rd time that I dive in the same place, I find still some interesting shot to shoot to add to my already huge archive.
The boat is ready to sail, a last anchorage to Shaab Hama for my 18th immersion, the last one but less rich and interesting, for sure not very deep, but rich in life, a small Bavosina crazy to shoot, Halcyons so nicely colored that look like paintings, Clowns on Sea-Anemones with giant Ghost-crabs, a very colorful Anthias, Mullets, Balls, Butterflies and more, this is the Red Sea; even in a dull place one can find an incredible bio-diversity.
It’s the last jump, then we pack and waith for the transfer to the airport. Even if since the beginning I had only one flash and even if we didn’t meet any shark closely, I’m still satisfied with the week, now we have to wait 1 day and a half, the ones who left from Fioumicino will departure Sat. at 11.30pm.
The boat is well built and good for this task, spaces are used in an optimal way, the staff is discrete, always present but never intrusive, they make these 35mts of wood seems like a transatlantic cruise-boat, we calmly fix our luggage, for sure this time not overweight, with my D2X in hand to shoot those children who beg some coin in exchange with their help to carry the bags on the pier in ruins, 2 hours and a half by bus to reach Marsa Alam and we are back at home in a flash.

 

Donati Gabriele

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12 Dicembre 2006 - Filippine Moalboal 2006

Filippine 2006

 

E' stato per me il primo vero viaggio subacqueo, non considerando l'oramai sfruttatissimo Mar Rosso, posso dire che finalmente ho avuto l'opportunità di impressionare sul sensore della mia D2X ciò che nei nostri mari non è nemmeno pensato immaginare.
Di questo devo ringraziare un carissimo amico fotosub, Giovanni Smorti, che si è adoperato affinchè io, Andrea, Riccardo ed appunto lui, potessimo trascorrere insieme 13 fantastici giorni dedicati solo ed esclusivamente alla realizzazione di fotografie subacquee ed al relax.
Arriva finalmente il giorno 26 novembre, data della nostra partenza e carichi di borsoni e trolley, stipiamo all'inverosimile la macchina per raggiungere l'aereoporto di Roma-Fiumicino.
Il nervosismo è palpabile su ognuno di noi, in quanto siamo ben consapevoli di superare abbondantemente il peso consentito, il mio bagaglio a mano pesa 16 Kg. quello di Giovanni 18, sicuramente avremo dei problemi, non ci permetteranno di trasportare tutto in cabina, cosa per noi inconcepibile poichè non saremo certo disposti a mandare tutta l'attrezzatura fotografica nella stiva dell'aereo.........fortunatamente non ci sono intoppi, ai controlli passiamo senza problemi e con un bel sospiro di sollievo possiamo dire che il viaggio ha inizio.
La trasvolata è piacevole, dopo 12 ore e non sò quanti film guardati, atterriamo a Singapore per prendere il volo che in 4 ore ci porterà a Cebu city. Dopo 29 ore effettive di viaggio finalmente arriviamo al Sampaguita Resort, sono le 17,30 del 27 novembre.
L'impressione che abbiamo è favorevole, in quanto la semplicità e la cordialità riservataci dai residenti e dallo staff della struttura è coerente con ciò che ci aspettavamo, sono bastati 5 minuti per farci conoscere come i 4 chiassosi e simpaticissimi toscani.
Ovviamente, per prima cosa disponiamo la nostra attrezzatura nel diving e ci accordiamo immediatamente con i responsabili per definire le immersioni dell'indomani, dopodichè prendiamo possesso delle camere e delle doccie, fondamentali in quanto qui la temperatura variando dai 28 ai 34 gradi con molta umidà per la maggior parte del giorno forma una specie di cappa che dà come un senso di oppressione. In ogni modo bastano pochissime ore per abituarvici. Il senso di familiarità lo si ha anche quando ci ritroviamo per la cena, un unico tavolo e tutti gli ospiti seduti uno accanto all'altro a scambiarsi presentazioni, battute e notizie. Alle 7 siamo già svegli e vogliosi di iniziare la nostra giornata, colazione veloce e via subito al diving per la vestizione. Come prima immersione scelgo di montare l'obiettivo nikon 17x55 f2,8 per avere a disposizione una più ampia possibilità di scatti, scelta azzeccata in quanto appena scesi ci troviamo di fronte a foreste di gorgonie con crinoidi ed alcionari di tutti i
colori, sorprendentemente mi rendo conto di consumare pochissima aria nonostante l'emozione e la smania di fotografare tutto ciò che mi si presenti davanti, la scheda da 4GB me lo permette, sicuramente la causa è da imputare al fatto che la temperatura dell'acqua è di 28°. Le guide sono disponibilissime e si prodigano affinchè si possa vedere ed immortalare tutto ciò che di interessante ci possa essere. La durata media di ogni immersione si aggira intorno ai 50 minuti, non male considerato che le puntate arrivano anche oltre i 30 mt. e che le bombole sono da 12 lt.Per la seconda immersione decido di montare il fish-eye, per la terza il 70x180 macro e questa routine si protrarrà per tutte le altre 9 giornate di immersioni.
L'attrezzatura che ho portato da casa consiste, in 32 stilo ricaricabili con 3 caricabatteria, doppia batteria con il suo caricatore per la nikon D2X, 1 torcia 50w a led alimentata da 4 stilo, 1 torcia 50w regolabile alogena con il suo caricabatteria 2 torce di puntamento con pile mezzetorce ricaricabili, in totale 8, 3 schede da 2 GB ed 1 da 4 GB, 1 PC portatile, 1 hard-disc esterno da 250 GB per avere 2 supporti diversi di memorizzazione delle foto 1 ciabatta per attaccare anche tutte le prese contemporaneamente e chiaramente i 2 flash SB800 e 4 obiettivi diversi per coprire tutte le focali possibili.
Il numero delle immersioni effettuate quotidianamente varia dalle 3 alle 4, 2 uscite con la barca e le altre dal pontile, praticamente si fà appena in tempo a scaricare la scheda, cambiare le pile e l'obiettivo che è già tempo di reimmergersi. Nonostante questo ritmo da maratona, la stanchezza e l'appagamento non si è mai presentato.
Le immersioni con la barca si svolgono lungo la costa nord occidentale e partono da Ondo point a Bangag poi Pescador Island e la secca Sanken Island tra andata e ritorno si impiegano circa 2 ore e mezzo. Dal pontile il numero di immersioni da fare è illimitato, ma credetemi più di 2 e veramente difficile riuscire a farne, anche perchè specie nella notturna si rimane almeno 1,30 ore sotto in 5 mt. d'acqua dove si trova di tutto dal
gamberetto invisibile, al granchio porcellana ed ornatore, dalla tartaruga al serpente dei coralli, dai pesciolini di barriera ai più grossi carangidi. Il drop-off del pontile scende fino a oltre 60 mt. e la parete dai 45 in giù presenta delle enormi gorgonie, più in alto anemoni con pagliacci, coralli di tutti i tipi e al limte della barriera dei bellissimi coralli a ventaglio con miriadi di anthias di tutti i colori. iA parer mio uno dei migliori punti, in quanto talmente ampia è la varietà di cose da fotografare, che ogni immersione risulta diversa dalla precedente.
Le giornate passano veloci, gli scatti da archiviare sono sempre di più, fisiologicamente più immagini ho a disposizione più divento esigente, quello che il primo giorno vedevo come uno scatto bellissimo ora mi sembra pura normalità, durante la terza immersione dedicata alla ricerca dei
Mandarin Fish, sono rimasto 1 ora e mezzo fermo appostato per cercare di fotografarne 2 o 3 insieme, mentre nella prima uscita li ho ripresi appena mi si presentavano davanti all'obiettivo anche ritraendone solo metà.
Arrivato alla fine conterò più di 2000 scatti, di cui 1268 buoni da tenere, 436 selezionati ed utilizzabili dei quali circa 150 saranno pubblicati sul sito. A dire il vero potevo farne anche di più se avessimo trovato l'acqua più limpida, unico neo che ci ha limitato un pò anche nel farci apprezzare l'ambiente marino così affascinante, ricco e vario di questo meraviglioso angolo di Oceano Pacifico, ma dicono che qui è quasi sempre così a causa della grandissima massa di plancton che vi si trova, io sono soddisfattissimo comunque per ciò che sono riuscito a portare a casa, per la vacanza in generale effettuata e per aver condiviso 13 giorni insieme a tre amici che coltivano la mia stessa passione tanto da indurci a riformare sicuramente il gruppo per un prossimo nuovo viaggio.
é l'8 di dicembre, è ora di tornare a casa. 

English version

Philippins 2006

 

For me it was the real first diving trip, without considering the now ultra-used Red Sea, I can say that finally I got the chance to impress my D2Xsensor with what in our seas is not even possible to imagine.
For this I have to thank a dear photo-diving friend, Giovanni Smorti, who worked in order that Andrea, Riccardo and I could spend together 13 fantastic days dedicated exclusively to shoot underwater pictures and to relax.
Finally the 26november arrives, day of our departure and loaded with bags and trolleys, we get our car incredibily full to reach the Fiumicino airport in Rome.
Tension is palpable in all of us, since we are very aware of going greatly beyond the allowed weight, my hand luggage is 16kg, Giovanni’s 18, we’ll have problems for sure, we’ll not be allowed to carry everything on board, something inconceivable for us, since we’ll never let all our equipment go in the back of the airplane………..luckly no problems, we pass smoothly all the checks and with a nice relieved smile we can say that our trip starts.
Flight is pleasant, after 12hours and I don’t know how many movies, we get to Simgapore to catch the 4hour-flight to Cebu City. After 29 effective hours of flight we finally arrive to the Sampaguita Resort, it’s 5.30pm of the 27November.
The impression we have is favourable, since the simplicity and the warmness given to us by the residents and by the staff of the structure is coherent with what we were wexpecting, only 5minutes to make ourselves known as the 4loud and very nice tuscanians.
At first we obviously display our equipment in the diving and we plan immediately with the people in charge the immersions for the following day, then we take our rooms and showers, very important given that the temperature here goes from 28 to 34 grades with a lot of humidity for the major part of the day, creating a kind of hat which gives a sense of oppression. Anyway it takes only few hours to get used to it.
We receive the sense of familiarity also at dinner, one only table  and all the guests sitting next to each other exchanging presentations, jokes and news.
At 7am we are up already and willing to start our day, fast breakfast and running quick to the diving  to get dressed. For my first immersion I choose to put the nikon 17X55 f2,8 lens to have a wider choice for the shots, perfect choice since as soon as we go down we get in front of us forests of Sea-fans with crinois and halcyons of all colors, with my big surprise I realize that I’m not taking in that much air, although the emotion and the desire to shoot all that comes in front of me, my 4GB card allows it, for sure the cause is the water temperature at 28°.
Guides are extremely available and really helping in making us see and shoot all that could be interesting. The average time of each immersion is about 50minutes, not bad considering that we go beyond 30mt and the tanks are 12lt.
For my second immersion I decide to put the fish-eye, for my third one the macro 70X180 and this habit will go on for the other 9 days of immersion.
My equipment, brought from home consists in 32 rechargable stylo-batteries with 3 rechargers, double battery with its recharger for the nikon D2X, 1 torch 50w with a led empowered by 4 stylo-batteries, 1 adaptable halogen torch 50w with its rechargable, 2 pointing torches with rechargable half-torch batteries, in total 8, 3 2GB cards and 1 4GB, 1 laptop PC, 1 250GB external hard disk to have 2 different supports to memorize the pictures, 1 extension to plug all plugs at the same time and clearly 2 flashes SB800 and 4 different lenses to cover all possible focus.
The number of the daily immersions goes from 3 to 4, 2 going out with the boat and the others from the bridge, basically you just have the time to download your card, change the batteries and the lens and go back down again. Although this marathon timing, I never felt tired.
The  imeersions with the boat are along the north-west coast and start from Ondo point to Bangag then Pescador Island and the Sanken Island shoal going and back is about 2 hours and a half. From the bridge immersions are unlimited, but believe me it’s really difficult to do more than 2, also because especially at night you stay at least 1.30 hour under 5mt of water where you can find everything from the Invisible Crayfish, to the China Crab to the Adorner,from the Turtle to the Coral Snake, from the little Barrier Fishes to the biggest Carangidis. The bridge drop-off goes to to bejond 60mt, and the wall from under 45 shows some huge Sea-fans, Windflowers with Clowns higher, corals of all types and the the end of the barrier some marvellous Fan-corals with tons of Anthias of all colours.In my opinion one of the best spots, since so huge is the variety of things to shoot, that each immersion is different from the other.
Days pass by quickly, the shots to file are more and more, physiologically more pictures I get and more expectations I have, what the first day I saw as a great shot now it’s pure normality for me, during the third immersion dedicated to the search of Mandarin Fishes, I stayed still 1hour and a half in order to shoot 2 or 3 of them together, while on my first immersion I shot them as soon as they came in front of the lens, shooting only their half.
At the end I’ll count more than 2000 shots, 1268 good to keep, 436 chosen to use and about 150 of them will be published on my website. To tell you the thruth I could have done even more of them if we had found a clearer water, the only limit also in our appreciation a sea environment so fascinating, rich and various of this wonderful corner of the Pacific Ocean, but they say that here it’s always like this because of the enourmous amount of plancton, however I’m satisfied of what I managed to bring back home, forn the vacation in general and for the 13 days of sharing with my 3 friends that have my same passion so that we’ll for sure form back the same group for our next trip. It’s the 8 of december, time to get back home.

  

 Donati Gabriele

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10 Ottobre 2006 - Diario di viaggio

 

Diario di viaggio

Arriviamo all'estate,qualsiasi persona programma le sue ferie e in special modo noi subacquei cerchiamo di scegliere destinazioni confacenti con la nostra passione, il dubbio è; scelgo una località indicata prettamente per la subacquea oppure faccio felice la mia compagna e scelgo un giusto compromesso, nel mio caso tutto ciò non si è verificato in quanto quest'anno avendo solo 3 giorni a disposizione mi sono preoccupato prima di tutto di sistemare la mia famiglia e all'ultimo momento pensare e decidere dove andare, mi sono consultato col "Panga" e anche lui mi ha detto; di luoghi ce ne sono a iosa, ma in 3 giorni dove vai? Siccome io non mi arrendo davanti a niente, mi è venuto in mente di aver conosciuto questo inverno ad hurgada, 2 fratelli di latina che mi avevano parlato molto bene di ventotene, fatto! La scelta è partorita.
Prendo contatti tramite internet, telefonate su telefonate per trovare un posto da dormire, era il 29 luglio, ero disposto anche ad alloggiare in casa di una vecchietta pur di soddisfare la mia voglia di conoscere e visitare una località per me nuova. Mi arriva la conferma della disponibilità che appena faccio in tempo a preparare la mia voluminosa roba, attrezzatura fotografica in primis, ed alle 3,45 di mattina del 31 luglio mi metto in viaggio direzione formia dove mi aspetta l'aliscafo che in 1 ora mi porterà a Ventotene. Arrivati a destinazione prendo subito contatti con il diving di cui mi avevano parlato, lasciati lì borsone da sub e attrezzatura fotografica faccio appena in tempo a visionare la stanza che ero riuscito a trovare, che già salpiamo in direzione la molara, località davanti all'isolotto di S.Stefano dove un tempo c'era il carcere, il giorno prima vi era stato avvistato un enorme branco di barracuda. Era sempre lì, credetemi inginocchiati sul fondo sabbioso ricco di poseidonie in 18 mt. di acqua, sopra di noi si stagliava il branco. Una moltitudine di barracuda che incuranti della nostra presenza ruotavano in circolo con la grazia e la fierezza che li contraddistingue, si comincia bene pensai dentro di me, lasciati i barracuda andiamo a visitare le cernie, massoni, anfratti, grottini, questa è la morfologia dei fondali essendo un'isola vulcanica, e logicamente dove se non che in questo abitat si possono trovare le cernie, ne avrò contate e fotografate almeno 10, tutte sopra i 20 kl.
Essendo la prima immersione, conoscitiva, la guida Dario mi fà cenno di rientrare, riguadagnata l'ancora risaliamo in barca e rientriamo in porto.
Il paese è un borgo caratteristico che occupa tutto il versante orientale da cala maestra a cala nave, viuzze, saliscendi, antico e moderno che si fonde all'unisono, il tempo qui sembra essersi fermato, i pochi residenti circa 300, ti osservano, ma immediatamente ti accolgono e ti accettano come uno di loro, sembra veramente di essere a casa, l'unica banca presente in piazza pensate è il monte dei paschi. Torno al diving, sono le 14,30, tra 1 ora ripartiamo per la seconda immersione.
Qui prendo sempre più confidenza con i titolari, Valentina, Dario, Fabrizio, Ilaria, non ci metto molto a socializzare ed ecco la sorpresa....... Dario mi chiede se per caso conosco un certo Massimo Bernazzi....come nò!!! é il mio capo gli rispondo. Mi attacco subito al telefono per chiamarlo, è in viaggio verso firenze, mi richiama più tardi lui e con grande gioia vengo a sapere che da queste parti è un'istituzione, dopo consulto e vari saluti massimo chiede ai ragazzi del diving di portarmi al relitto e alla grotta dei gamberi.
Non oggi però perchè sono 2 immersioni impegnative la prima a 48 mt. la seconda a 47 mt. la mia giornata era già stata molto lunga. La seconda nel pomeriggio la dedichiamo ai cunicoli, passaggi tra anfratti, e a cercare le cernie dorate. Felicissimo per come è stato il mio primo giorno a ventotene mi ritrovo a mangiare in riva al mare dell'ottimo pesce, qui è normale la carne è quasi un lusso, osservando S. Stefano che scompare lentamente nell'oscurità.
E' il 1° agosto dopo una dormita di 11 ore, ne avevo proprio bisogno, sono pronto per un'altra giornata d'immersioni, alle 11,30 salpiamo e ci dirigiamo verso il S. Lucia, un relitto di nave tedesca affondata da un siluro lanciato da un aereo inglese durante la 2°guerra mondiale. Con mio grande stupore noto che la barca con cui facciamo le uscite è sprovvista di ecoscandaglio e gps, subito scommetto con Dario un caffè che non sarebbe riuscito ad ancorare sul luogo prefissato, parte la scommessa in quanto lui sostiene che l'ancora la troveremo sulla prua del relitto adagiata a 48 mt. Un tuffo nel blu, scendiamo sulla catena e già verso i 25 metri cominciamo a notare la sagoma del S. Lucia, Dario si gira verso di me e mi fà segno di bere un caffè, l'ancora era proprio dove aveva detto, scommessa persa chiaramente. L'acqua a quella profondità era limpidissima, subito comincio a scattare le mie foto, la prua è ben conservata, mentre tutto il resto è un ammasso di rottami, fatti i nostri 15 minuti ricominciamo a risalire osservando bene ciò che il nostro computer ci segnalava. La seconda immersione, più tranquilla si svolge sui 38 mt., a punta falcone, pareti piene di parazoanthus, stelle pentagono, e come per incanto su rametti di gorgonia un nugolo di uova di gattuccio, meravigliosamente aggrappolati fra di sè, cosa molto rara da vedere, in risalita ci incontriamo con valentina che faceva fare gli esercizi ad un gruppo di 1° grado.
La mia giornata era divisa tra l'immersioni ed il computer, in quanto volevo scaricare le foto poichè smaniavo dalla voglia di rivederle.
Per l'ultimo giorno mi attendeva la tanto decantata grotta dei gamberi, un rapido consulto per decidere quale obbiettivo montare e siamo già in barca, si stava alzando intanto un fastidiosissimo libeccio, solita manovra, cioè coordinate in testa e riancoriamo esattamente sopra il punto prestabilito, mi domando ancora come faccia,  anche se ormai queste immersioni le avrà fatte centinaia di volte in mezzo al mare però è veramente difficile ritrovare il punto preciso senza avere gli strumenti necessari. Ancora un salto nel blu e piombiamo a 47 mt. dove si aprono 2 grottini che specie il primo permette l'ingresso al massimo a 3 subacquei. Ciò che ci appare davanti è veramente meraviglioso, un nugolo di gamberetti come non ne avevo mai visti in vita mia, 3-4 musdele sempre pronte a cibarsene, dovunque ti girassi eri attorniato da centinaia di antenne che freneticamente, causa le nostre luci e le mie flesciate, si muovevano da una parte e dall'altra, io impazzivo.... mi giro e non vedo più nessuno, i miei 2 compagni si erano avviati alla seconda grotta, li raggiungo ed anche lì stessa situazione, forse ce ne erano anche di più. A malincuore dobbiamo abbandonare perchè il computer già ci segnala 5 minuti di deco, un ultimo flash ed un riccio matita entra nella mia collezione fotografica.
Il mare intanto stava montando e per la seconda immersione dovevamo scegliere un posto ridossato, dove se non a fare una nuova visitina ai barracuda ed alle cernie dal momento che il primo giorno avevo montato il fisheye!
Metto il 105 macro e giù nuove flesciate, erano sempre lì come ad aspettarmi.
A causa delle condizioni meteo marine devo rinunciare alla terza immersione, anticipo la partenza alle 16,30 anzichè alle 18,20. Il mare forza 4 mette a prova l'abilità del comandante dell'aliscafo, io mi giro un ultimo sguardo a quella piccola isola piena di meraviglie storiche fuori dall'acqua e fondali non troppo ricchi di vegetazione ma non per questo meno affascinanti, promettendomi.... tornerò! 

  Gabriele Donati

 

 

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