24 Aprile 2008 - prova Nikon D3 con 14x24 f2.8 su custodia Subal ND3
Le prime fotografie subacquee scattate con la Nikon D3



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Finalmente, dopo tre mesi di attesa, mi arriva dalla Subal la nuova custodia ND3, prodotta appositamente per poter utilizzare sott'acqua la nuova ammiraglia di casa Nikon, la D3.
Appena saputo che la Nikon avrebbe prodotto un apparecchio digitale full frame ed un obbiettivo a lei dedicato, il 14x24 f2.8, subito mi immaginai quali sarebbero potuti essere stati i vantaggi, valutando l'utilizzo che avrei avuto in acqua con questo nuovo sistema rispetto a quello sinora avuto con la D2X ed il 12x24 f4 oppure il 17x55 f2.8.
La conclusione è stata che da sabato pomeriggio le mie prossime fotografie subacquee saranno tutte realizzate con questo nuovo sistema.
Concettualmente posso dire personalmente che a discapito di minor ingrandimenti, specie nella macro, il poter nuovamente utilizzare una macchina con sensore pieno dà molti più vantaggi che svantaggi.
Sappiamo tutti che più acqua mettiamo tra noi ed il soggetto ripreso, più abbiamo una perdita di nitidezza, incisione, cromaticità; quindi la possibilità di potersi avvicinare maggiormente a ciò che vorremo fotografare, ci offre indubbi vantaggi e miglioramenti qualitativi. Poter utilizzare il 14x24, ne è una prova inconfutabile, con questa lente possiamo coprire un angolo di campo maggiore rimanendo più vicini a ciò che dovremo riprendere. La stessa inquadratura, utilizzando apparecchi con sensore il cui rapporto è 1.5, l'avremmo potuta ottenere con il fish-eye, con il risultato però di avere una maggiore distorsione ai bordi, tipica di questo obbiettivo.
Un altro innegabile vantaggio si ha utilizzando il flash Nikon SB800, il dibattito sui flash ancora oggi non è stato del tutto chiarito, certamente con le reflex digitali abbiamo bisogno di minor potenza rispetto a quelle analogiche, tuttavia molti sono ancora scettici sull'utilizzo di questo flash in quanto a dir loro è poco potente.
La possibilità di poter avere un illuminatore progettato e dedicato appositamente per funzionare con questi tipi di macchine fotografiche, ci dà un indubbio vantaggio qualitativo. Io personalmente lo utilizzo collegato nella slot a 5 pin come master in TTL-BL oppure in AA, mentre il secondo, non ha importanza la marca o il modello, collegato in manuale nella slot a 3 pin che sono entrambe presenti nel circuito interno della custodia, facendo così posso permettermi di variarne la potenza a seconda del tipo di foto che dovrò realizzare e non andrò incontro a conflitti elettronici che i 2 flash hanno se vengono contemporaneamente collegati tramite cavo alla slitta della macchina fotografica. Coloro che ancora, ripeto, sono scettici sull'utilizzo di questo flash in questa modalità, adesso dovranno ricredersi.
L'unica obbiezione plausibile, anche se secondo me non negativa, è la differenza di ingrandimento che abbiamo con un sensore pieno rispetto a quello con rapporto 1.5.
Capita che quando ci troviamo a fotografare specie particolarmente piccole e di forma allungata, tipo nudibranchi, anche se chiudiamo tutto il diaframma per avere più profondità di campo possibile, avremo grosse difficoltà per metterli totalmente a fuoco, è vero, avremo il soggetto ripreso più grande sul fotogramma, ma sarà particolarmente difficile averlo completamente nitido a causa del maggior ingrandimento rispetto alla vicinanza avuta. C'è chi mi dice che per ovviare a ciò, anzichè il 105 utilizza il 60 macro, và benissimo; però quanti oblò, estensori, peso in più, e tutti conosciamo le difficoltà che abbiamo negli aereoporti al check-in, dovremo avere? Ancora una volta io sono per il full-frame, in post produzione farò un crop del fotogramma ed otterrò lo stesso ingrandimento avuto con l'altro sistema.
Non parlo poi della qualità del file prodotto, in quanto per questo ci sono tecnici molto più professionali e competenti di me che sapranno spiegarvi tutti i miglioramenti apportati in questo modello, il grossissimo problema che avevamo nelle fotografie ambiente in controluce sembra comunque definitivamente risolto. Il mio compito, dal momento che sono stato il 1° in italia e l' 8° nel mondo ad averla acquistata, così c'è scritto nella matricola della custodia Subal ND3 in mio possesso, è quello di raccontare le impressioni avute una volta che l'ho potuta utilizzare in acqua, che sono sicuramente molto positive.
L'autofocus 3D ed il modo di visione live view diventeranno strumenti indispensabili di cui non potremo più farne a meno.

English version
To my opinion, the disadvantage of minor blow-up species in the macro lens, to be able to use again a camera with full sensor gives much more advantages than disadvantages.
We all know that more water separates us from the object of shooting, more we have the loss of clearness, recording, chromatic range; therefore the possibility of being able to have a close-up shooting , offers certain advantages and qualitative improvements of shooting.. To be able to use the 14x24, is the best proof of it, with these lens we can cover an angle of view of greater area, always remaining near to what we are going to shoot. The same area, using cameras with sensor whose ratio is 1,5, we could have obtained with the fish-eye lens, but the resulting in a bigger distortion at the edges, typical of these lens.
Another undeniable advantage is that using a flash Nikon SB800. The opinion on the flash has still been not much clear, obviously we need minor power with the digital reflex than with similar ones, and many people still doubt on use of this flash as considered less powerful.
The possibility of being able to have an illuminator built in and dedicated purposely to work with these types of camera , gives us a certain qualitative advantage. I personally use it connected in the slot at 5 pin like a master in TTL-BL or in AA, while the second, no importance given to the brand or a model, hand connected in the slot of 3 pin, both being situated in the inner circuit of the carrying case, making therefore possible to vary the power according to the type of photo that I will have to realize and I will not go to encounter electronic conflicts that the 2 flash have if connected at the same time through a cable of the accessory-shoe of the camera. Those who doubt on use of this flash should change their opinion. To my opinion, the only reasonable objection, even not so negative, is the blow-up difference (of enlargement) obtained with a full sensor regarding that one with a ratio 1.5.
It happens in situations when we wish to photograph some particularly small and long shaped species, like shoals, even if close all the diaphragm to achieve more depth of field , we will have big difficulties in focusing them, it is true, we will have the subject resumed larger on the photogram, but it will be particularly difficult to have it completely clear because of the greater blow-up (enlargement) regarding the vicinity . There is somebody who has told me that ,in order to achieve better result, he uses a 60 macro instead of 105, but how many dome ports, accessories , weight in more, and we all know the difficulties that we have at airports to check-in, must we have all this?
Once again I am for the full-frame, and in post production I will make a crop of the photogram and will obtain the same blow-up using the other system. I would not like to speak about the quality of the product file as there are technicians much more professional and competent than me. They can explain all the improvements in this model and how the most large problem of environmental photos taken in backlighting definitively seems to be resolved. Autofocus 3D and the live view vision will become indispensable instruments. Safekeeping case (bag) SUBAL ND3, like its similar, the ND2 for the D2X, even if of remarkable dimensions, appears much more handy and solid one. They seem improved and solid, also the push-buttons and the metal rings. Also the connection previewed for a future radio command at distance of the apparatus is very useful. The bayonet has been gain realized with a wider diameter for being able to use again also the Nikon 14x24 f2.8, thus having the possibility to re-use old the porthole, the insertion of a ring adapter that will bring back the diameter of the metal ring to the dimensions originates them. For being able to use the Nikon 14x24 f2.8 but, it is necessary to change also the dome ports for the fish-eye lens with new DP-FE4 and EXR 65/4 extensor

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4 Gennaio 2007 - Qualche informazione generale sulla tecnologia iTTL...

ILLUMINAZIONE TELECONTROLLATA
NIKON SB-800 FLASH PILOTATO IN WIRELESS
Con l’arrivo dei nuovi lampeggiatori SB-800 ed SB-600 e delle nuove DSRL D70, D2H e D2X il sistema flash dedicato alle fotocamere digitali è ormai giunto alla sua piena maturità.
Il tradizionale e collaudato sistema di controllo TTL della luce lampo impiegato da anni con le reflex a pellicola ha dovuto subire delle modifiche radicali a causa della riflessione praticamente speculare del sensore che impedisce la lettura “real time” della luce riflessa sul piano focale come appunto avveniva con le tradizionali reflex che leggevano la luce direttamente riflessa dalla pellicola stessa. Il sensore inoltre ha un comportamento di sensibilità e contrasto materialmente diverso dai supporti pellicola complicando notevolmente il controllo di potenze sulle diverse sensibilità ISO.
Con la presentazione delle prime reflex digitali (D1, D1H e D1X) Nikon ha dovuto obbligatoriamente introdurre un nuovo sistema di misurazione D-TTL della luce flash basato sulla lettura preventiva dei “prelampi” riflessi sulla prima tendina che era infatti di colore grigio medio anche sulla D100.
Questi primi metodi non sempre hanno garantito risultati corretti e molti fotografi hanno infatti lamentato spesso un’incostanza dei risultati.
Oggi con la nuova generazione di fotocamere digitali (D70, D2H e D2X) il sistema flash è cambiato; dal “vecchio” D-TTL si è passati al nuovo iTTL. Questa evoluzione tecnologica ha reso necessaria una progettazione nuova sia dei flash sia delle fotocamere e questa è la ragione per cui non è possibile utilizzare in modalità TTL i precedenti flash (SB28DX ed SB80DX) sulle reflex di nuova generazione; questi potranno al contrario continuare ad operare in manuale o in automatismo sfruttando la cellula presente sul lampeggiatore stesso. E' da notare che le reflex DSLR professionali come le D2 operano sia in D-TTL, sia in iTTL in base al flash utilizzato a differenza della D70 che opera esclusivamente in iTTL.
Il sistema iTTL ha definitivamente risolto tutti i problemi che affliggevano le precedenti tecnologie garantendo un controllo dell’esposizione preciso e costante riportando lo standard qualitativo ai livelli delle macchine a pellicola al punto che nella F6, nuova ammiraglia “analogica”, Nikon ha introdotto lo stesso sistema di controllo della luce lampo iTTL aggiunto comunque al supporto del TTL “standard”.
In realtà il nuovo sistema flash basato sui due lampeggiatori SB-800 ed SB-600 offre molto di più infatti entrambe i lampeggiatori si inseriscono a pieno nel Creative Lighting System (CLS) permettendo al fotografo un totale controllo dell’esposizione anche operando con più flash per realizzare schemi d’illuminazione complessi ed articolati il tutto con ingombri estremamente ridotti garantendo anche una notevole velocità operativa.
Questo sistema unitamente alla peculiarità di poter controllare ogni singolo scatto sul monitor della fotocamera apre davvero nuovi orizzonti alla fotografia flash che, salvo l’utilizzo di esposimetri e di costose POLAROID, era precluso agli utilizzatori di sistemi tradizionali a pellicola.
COME FUNZIONA IL SISTEMA MULTIFLASH DI NIKON
I lampeggiatori SB-600 ed SB-800, il primo con qualche limitazione che poi vedremo nel dettaglio, permettono il funzionamento a distanza, senza cavi, sia operando in manuale sia operando in completo automatismo TTL.
Il principio di funzionamento è molto semplice, disponendo di più lampeggiatori è possibile usarne uno sulla fotocamera per pilotarne una serie di altri piazzati sul set senza dover intervenire fisicamente in alcun modo su di essi; tutti i controlli sono appunto raggiungibili agendo solo sul flash principale e la comunicazione delle impostazioni tra i vari flash avviene attraverso un complesso sistema di prelampi. Le difficoltà operative sono molto inferiori di quanto possa apparire ad un primo esame.
Sul pannello del’SB-800 montato direttamente sulla fotocamera ed impostato in modalità MASTER possiamo vedere e controllare ben tre gruppi di lampeggiatori (ABC) più ovviamente il MASTER stesso (M). Ogni lettera (ABC) distingue un gruppo di lampeggiatori SB che può essere composto da un solo flash o da più flash; ogni differente gruppo può avere delle impostazioni differenti che vanno dalla possibilità di introdurre una compensazione dell’esposizione ma anche alla possibilità di scegliere differenti modalità (M, A, TTL) per ciascun gruppo . Tutti i flash appartenenti ad un unico gruppo condividono le stesse impostazioni; quindi operando con gli SB-800 potremo disporre di 4 punti luce indipendenti ma nulla ci vieta di assegnare due lampeggiatori ad un unico gruppo per poter ad esempio illuminare uniformemente uno sfondo. È anche possibile operare su tre differenti canali (1,2 o 3) ma è importante che tutti i flash che vogliamo utilizzare contemporaneamente condividano lo stesso canale.
COME FUNZIONA IL SISTEMA CON LA NIKON D70
Su questa fotocamera è presente un flash integrato nel corpo stesso che oltre a permetterci di disporre di un flash d’emergenza sempre pronto e molto comodo per molte situazioni di schiarita, impostato in modalità COMMANDER (menù italiano MODALITA’ FLASH ESTERNO) può essere utilizzato come esclusivo innesco per altri flash in collegamento senza fili.
La dotazione base in questo caso potrebbe essere costituita dalla macchina e da un flash SB-600.
Agendo sui controlli della fotocamera potremo utilizzare l’SB-600 come luce indipendente e posizionandola con l’angolazione migliore per il soggetto ripreso.
Quando si lavora con il flash incorporato di una reflex digitale Nikon D70, che opera su un unico gruppo e su un unico canale, per pilotare in remoto uno o più flash Nikon SB-600, si deve essere coscienti che il flash incorporato non potrà essere utilizzato come luce principale infatti questo opererà per esclusivo comando del/dei flash distaccato/i e non contribuirà in alcun modo all’esposizione.
Inoltre operando con più SB-600 pilotati in remoto, non si possono impostare in modo differente le potenze di ogni singolo lampeggiatore, agendo beninteso comunque sempre in modo senza cavi wireless e TTL. Il limite, in questo caso, è dato proprio dall’impossibilità di poter agire sulle regolazioni dei singoli flash in modo indipendente dato che si lavora su un solo gruppo.
In un secondo tempo si potrà aggiungere uno o più SB-800 che invece potranno essere utilizzati come MASTER o come REMOTE garantendo un totale controllo differenziato dell’emissione di ciascun gruppo di lampeggiatori. L’SB-600, acquistato in precedenza, potrà essere facilmente integrato nel sistema ad utilizzato ad esempio come flash per la luce d’effetto in un ritratto.
CON FOTOCAMERE PROFESSIONALI, LE POTENZIALITÀ POSSONO ESSERE DIVERSIFICATE…
In verità il sistema CLS di NIKON può essere utilizzato anche sulla D70 senza alcuna limitazione a patto di servirsi di un SB-800 impostato come MASTER utilizzandolo al posto del flash incorporato che appunto non è in grado di gestire più gruppi.
Con le reflex professionali, che non dispongono di un lampeggiatore incorporato, l’utente dovrà in ogni caso servirsi di almeno un SB-800 da utilizzare come MASTER e di un congruo numero di altri flash da utilizzare come unità REMOTE; a quel punto potremo operare con quanti flash SB-800 desideriamo impostati su diversi gruppi ottenendo un totale controllo della luce.
Anche in questo caso un SB-600 potrà essere facilmente integrato nel sistema infatti per comandarlo useremo il gruppo A ed il canale 3 (che con questo lampeggiatore sono obbligatori); gli altri SB-800 potranno quindi essere assegnati agli altri gruppi (B e C ) e anche loro useranno il canale 3.
APPROFONDIAMO ALLORA IL DISCORSO SUI GRUPPI E SUI CANALI.
Per semplicità consideriamo un sistema composto da una fotocamera e da 4 SB-800; ne utilizzeremo uno sulla macchina in modalità MASTER mentre imposteremo gli altri in modalità REMOTE; su ognuno sceglieremo un gruppo differente (A,B o C) e imposteremo un canale unico per tutti (1,2 o 3). In questo modo si potrà pilotare a piacere l’illuminazione artificiale della scena, a distanza.
Questo si traduce nella possibilità di decidere ad esempio che l’emissione del flash registrato sul gruppo A produca un emissione a piena potenza per la luce principale, il flash registrato sul gruppo B lavori ad 1/2 di potenza per illuminare ad esempio uno sfondo mentre contemporaneamente un terzo SB-800 registrato sul gruppo C lavorando ad 1/32 potrà essere usato come luce di taglio per effetti particolari. Naturalmente tutte le impostazioni dei lampeggiatori remoti saranno effettuate operando sempre sul flash principale collegato direttamente alla fotocamera.
I canali (1,2 3) servono per stabilire appunto un canale comune di comunicazione sul quale tutti flash devono essere preventivamente registrati questo risolve definitivamente il problema degli scatti accidentali dovuti al flash di un altro fotografo che scatta sulla stessa scena, infatti basterà scegliere un canale differente per non avere fastidiose interferenze.
LA SOLUZIONE DI CONTROLLARE A DISTANZA DIVERSI GRUPPI DI FLASH È PREZIOSA: PERMETTE AL FOTOGRAFO DI VARIARE LA POTENZA DEI LAMPEGGIATORI SENZA ALLONTANARSI DALLA FOTOCAMERA EQUIPAGGIATA CON IL FLASH MASTER.
Si potranno disporre i vari punti luce sulla scena utilizzando le basette in dotazione oppure utilizzando alcuni piccoli stativi, e poi sempre restando nella posizione dello scatto, provvedere al loro controllo agendo direttamente sul flash MASTER montato sulla fotocamera. Basterà effettuare un primo scatto di prova e poi regolare le impostazioni dei lampeggiatori a piacere osservando il risultato direttamente sul monitor incorporato nella fotocamera.
Nel caso di fotografie di soggetti statici l’impostazione dei flash in manuale risulta molto comoda e precisa; ma nel caso di soggetti in movimento ecco che il controllo TTL diventa di grande utilità dato che il cambiamento di distanza flash-soggetto viene automaticamente compensato dal sistema di controllo della luce. Operando in TTL si possono effettuare delle compensazioni dedicate indipendentemente ad ogni singolo punto luce che possono andare da –5 a +3 EV. Questa possibilità risulta molto funzionale nel caso di soggetti particolarmente chiari o particolarmente scuri che notoriamente possono trarre in inganno anche il sistema di misurazione più sofisticato basato sulla lettura della luce riflessa dal soggetto. È anche possibile effettuare una sorta di “appello” di tutti i flash presenti, per farlo basta premere il tasto OPEN FLASH del MASTER in questo modo ogni SB emetterà un lampo a distanza di circa un secondo permettendo la verifica visiva della corretta sincronizzazione; questa verifica sarebbe difficoltosa se lo scatto avvenisse simultaneamente.
Queste possibilità sono davvero rivoluzionanti offrendo al fotografo la preziosa opportunità di allestire rapidamente, in qualsiasi luogo senza problemi di dover dipendere dalla rete elettrica, una vera e propria sala di posa potendo gestire facilmente schemi di luce complessi ed articolati con la certezza assoluta della correttezza del risultato. L’attrezzatura necessaria per questo tipo di riprese può essere facilmente contenuta e trasportata in un classico borsone fotografico insieme alla macchina ed agli obiettivi garantendo una elevata trasportabilità .
Molto interessanti sono le possibilità offerte dalla filtratura dei singoli flash con gelatine colorate che possono essere usate sia per “parificare” la qualità cromatica della luce sia a fini puramente creativi. Sarà quindi possibile, sfruttando le potenzialità di bilanciamento del bianco, adeguare per esempio il primo piano illuminato con il flash con lo sfondo magari illuminato da lampade tungsteno ma nello stesso tempo adottare gelatine colorate adeguate alla temperatura luce ambiente per mantenere o ricreare la desiderata “atmosfera”. Un mini set di gelatine colorate è di serie sulla dotazione Nital degli SB-800 ma è anche disponibile un vasto assortimento opzionale. Potremo inoltre filtrare la luce usata per illuminare lo sfondo ottenendo così uno sfondo colorato anche disponendo di una semplice parete bianca.
Giuseppe Maio
www.nital.it
trascrivo un post preso dal forum della Nital, in cui Gennaro Giaravella risponde ad una domanda dando spiegazioni sull'utilizzo subacqueo di 2 flashes SB800
Mi scuso se torno ancora sull'argomento della sincronizzazione di 2 SB800 in ittl attarverso la sdlitta della fotocamera in una custodia subacquea. Ho letto con attenzione il PDF dell' Ing Di Maio sull'evoluzione dei flash TTL ma non capisco perchè non è possibile risolvere il problema . Lavoro attualmente con F100 in custodia Subal con due YS 350 in TTl classico con grande soddisfazione. Fuori uso D200 con SB800 che lavorano in modo magnifico Il mio " sogno" è scafandrare una reflex digitale D200 o D2X in sincronismo iTTL con 2 SB800 ( piccoli, potenti, con batterie facilmente rimovibili e reperibili ) Capisco che il mio è un problema particolare, nel senso che non interessa alla maggior parte dei fotografi, ma credo che sia doveroso per Nikon, che ha una grande tradizione nella fotografia subacquea risolvere al più presto in problema
Non dialogano perchè attualmente lo fanno via flah e un sensore posto sul corpo stesso del flash il sensore non ha una grande sensibilità e deve essere ben visibile il sistema di cavi attualmente in uso, inoltre, è il noto nikonos a 5 pin che non prevede un "colloquio" di quel tipo tant'è vero che per un dialogo a più flash in ittl la Seacam (unica casa che offreun sistena flash ittl subacqueo) adotta il cavo a 6 pin dedicando il sesto alla sincro ittl ma il sistema di seacam è costoso perchè a parte la qualità intrinseca del sistema con lampade da 250 watt, luce pilota, parabola curva correttrice, prevede un vero e proprio processore dedicato con tanto di memorie e con porta usb per le variazioni del firmware necessarie sia per le correzioni di eventuali bachi che e soprattutto per l'introduzioni di nuove macchine il problema non è semplicissimo, basti vedere che tutti i grandi produttori specializzati ci stanno lavorando con scarsi risultati Ikelite produce un adattatore piuttosto dubbio che di fatto reintroduce il manuale (infatti si chiama manual controller, a proposito è scomparso il fondatore di Ikelite ....) Sea & Sea sta pensando e provando il suo sistema con cavo a sei pin (che è quello che usa Seacam) attraverso una variante del circuito di heinrich (allo stato attuale con scarsi risultati) Inon ha iniziato a provare un suo sistema che non pare essere molto rispondente anche se è presto per dirlo Subtronic e altri sono in panne e si appoggiano a heinrich ed al suo sistema (che ricordo dipendere da flash e dalla macchina prevedendo un circuito tarato) che dire .... il sistema ittl è ancora fresco, come lo è l'ettl e similia e che Nikon ci sta lavorando, non ha alcuna intenzione di lasciare il mondo fotosub che tanto gli ha dato possiamo solo aspettare e, nel frattempo usare un flash sb 800 in ittl, anche se la sua scarsa potenza in acqua e l'angolo di copertura sono molto limitanti rispetto ai notevoli 350 che possiedi
La considerazione che mi sento di fare è che il sistema da me adoperato, cioè un SB800 utilizzato in I-TTL ed uno in manuale mi permette ugualmente di avere un'illuminazione più che soddisfacente su tutta la scena, non concordo pienamente con quanto descritto nella spiegazione sopra illustrata sul fatto che detti flash hanno poca potenza e poco angolo di copertura in quanto mi trovo spesso ad avere addirittura delle sovraesposizioni anche utilizzando il suo diffusore che ovviamente inserisco quando monto il fish-eye.
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9 Ottobre 2006 - l'evoluzione della fotografia subacquea.

l'evoluzione della fotografia subacquea.
Le enormi e fino a pochi anni fà impensate innovazioni tecnologiche che contraddistinguono il XXI°secolo hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vivere facilitandoci e semplificandoci per molti aspetti ogni gesto o comportamento che abitudinariamente siamo soggetti a svolgere.
Sicuramente una grossissima evoluzione ha interessato la fotografia in tutti i suoi aspetti ed applicazioni, basti pensare che solamente 6 anni fà per comprare una fotocamera digitale occorreva chiedere un mutuo in banca e una laurea in informatica per capire il suo funzionamento.
Oggi non è più così, chiunque può permettersi un simile acquisto e la semplicità e versatilità dell'apparecchi fanno sì che ogniuno di noi possa cimentarsi e dichiararsi fotografo.Tutta questa innovazione ovviamente è stata applicata, anche se per ora siamo agli albori, anche nella fotografia subacquea.
Le riflessioni che voglio intraprendere con questa chiacchierata non sono di carattere prettamente tecnico o teorico, bensì delle semplici nozioni che possono servire a qualsiasi persona che voglia avvicinarsi alla fotosub.
Sono sempre più i fotografi professionisti che passano al digitale, fra cui anche io, in quanto si è raggiunto una qualità tale da considerare il vecchio sistema, cioè l'anologico, oramai obsoleto. Vuoi per la grandissima possibilità di non dover più stare a lesinare gli scatti, cosa che nella subacquea è fondamentale, vuoi per la possibilità di poter rivedere immediatamente la ripresa effettuata, vuoi per la grandissima versatilità di passare da una sensibilità all'altra senza compromettere la nitidezza, la cromaticità, la granulosità dell'immagine appena realizzata.Tutti componenti fondamentali quando ci si trova a dover realizzare fotografie in svariate condizioni di fondali e luce.
Anche le più semplici apparecchiature scafandrate permettono di ottenere soddisfacenti risultati, fondamentale è poi il lavoro di postproduzione, cioè ciò che andremo a fare successivamente con il computer.
Moltissime persone subito vi domanderanno se questa o quella foto è stata ritoccata, certamente; tutte le immagini realizzate in digitale devono essere ritoccate, sennò siamo fregati in partenza, in quanto di default l'acquisizione che viene fatta dal sensore della macchina fotografica, è sicuramente più moscia e piatta se la paragoniamo alla stessa fatta in pellicola. Con ciò, non vi invito ad abusare dei programmi di fotoritocco, la foto deve essere reale, ma sicuramente un minimo di contrasto nei livelli e nelle curve gli và dato.
Un altro grosso vantaggio, parlando delle compatte, lo abbiamo inserendo la funzione macro, cioè possiamo sbizzarrirci nel fare riprese ravvicinate o disattivandolo fare immagini ambiente, tutto con lo stesso obbiettivo.
La praticità e la compattezza dell'attrezzatura facilita altresì l'immersione di modo chè si possa essere più concentrati nell'inquadratura e per chi non ha troppe pretese anche l'utilizzo del flash incorporato alla macchina può dare interessanti soddisfazioni, in quanto con il digitale abbiamo sicuramente bisogno di meno potenza per poter illuminare la scena inquadrata.
L'uniche attenzioni che a mio avviso bisogna avere quando andiamo a comprare una compatta digitale sono 2, inanzitutto l'immediatezza dello scatto,cioè quanto è ritardata la risposta della macchina fotografica al nostro comando in fase realizzativa, cosa fondamentale in quanto quando ci troviamo a fotografare dei soggetti in movimento, nel nostro caso i pesci, il tempo che intercorre tra l'inquadratura e lo scatto deve essere lo stesso, pena la scomparsa del soggetto inquadrato dalla nostra scena e il posizionamento del flash rispetto all'obbiettivo.
Decisamente consiglio le macchine che montano il flash lateralmente, primo per diminuire l'effetto sospensione che nel digitale forse è un pò più accentuato rispetto all'analogico, ne parleremo dopo, e secondo perchè rischiamo, in caso di foto macro e di flash posizionato sopra l'obbiettivo, di avere un cono d'ombra causato dalla maggiore lunghezza dell'oblò rispetto allo zoom.
Con il flash laterale rispetto all'obbiettivo, risolviamo anche questo fastidioso inconveniente.
La sospensione, il problema maggiormente sentito dai fotografi subacquei, è sicuramente più accentuato nella foto digitale in quanto la stragrande parte delle persone che si affacciano alla fotosub, facilitati dall'automatismi dell'apparecchio fotografico, scattato in automatico o a priorità di tempi o diaframmi, lasciando così alla macchina fotografica il compito di realizzare la foto.
Utilizzando la fotocamera in automatico gli diamo il potere decisionale per quello che riguarda il tempo di scatto l'apertura del diaframma e l'utilizzo del flash, per chi non si intende di fotografia è una ottima soluzione, però avremo molti problemi in quanto spesso la macchina si comporterà in modo contrario alla nostra intenzione o volontà, il flash funzionerà quando gli pare, per la maggior parte dei casi avremo immagini mosse o sfuocate. Un passo avanti è l'utilizzo in priorità di tempi e l'inserimento del flash in modalità continua, cioè impostiamo per esempio il tempo ad 1/60 di secondo, il flash sempre funzionante e lasciamo alla macchina la decisione per quanto concerne l'apertura del diaframma.
Facendo così noteremo subito dei miglioramenti ma ancora non sufficienti da farci considerare dei fotosub provetti, in quanto le foto che realizzeremo saranno per la maggior parte scattate alla massima apertura del diaframma con il risultato di avere poca profondità di campo ed una sospensione pazzesca.
La miglior soluzione che mi sento di prendere in considerazione è l'utilizzazione dell'apparecchio in modo manuale, per chi non ci capisce niente consiglio un manuale di fotografia dove vi si può apprendere le nozioni fondamentali, lasciare il tempo di scatto invariato ed agire sul diaframma a seconda delle condizioni di luce o inquadratura che si hanno, il flash della macchina compenserà il campo che si vuole riprendere, attenzione però non possiamo chiedere al piccolo flash incorporato di illuminarci a giorno in caso di foto ambiente o più distante di 1 mt. in quanto la sua potenza è limitata.
Possiamo adattare uno o due flash esterni al nostro scafandro, collegandoli con i connettori posizionati sulla custodia se è predisposta, oppure tramite cavetti ottici, che vengono posizionati davanti al flash esternamente.
La prima soluzione è decisamente migliore perchè avremo più controllo sul lampo, avremo gli illuminatori posizionati più lateralmente rispetto all'obbiettivo della macchina fotografica con il risultato di veder scomparire come per magia molta sospensione.
Per la scelta del o dei flash sappiate che per il digitale necessitiamo di minor potenza rispetto all'analogico, quindi sarà perfettamente inutile comprare degli illuminatori pazzeschi e con numero guida altissimo.
A questo punto non ci rimane che concentrarci sull'inquadratura che vogliamo realizzare, voi mi insegnate che la composizione della scena è prettamente soggettiva, ma alcuni semplici e basilari consigli voglio ugualmente illustrarli, tipo cercare di inquadrare dal basso verso l'alto per non confondere il soggetto scelto con il fondale, cercare di focalizzare al meglio il tema scelto evitando che vi siano interferenze sul primo piano, tipo rametti, rocce, ecc. che apparirebbero sfuocate, prendere il pesce leggermente di tre quarti sempre frontale e leggermente dal basso verso l'alto, non farsi prendere da orgasmi precoci ma cercare di mantenere sempre la calma e la concentrazione per poter essere sempre padroni della situazione.
Sicuramente con quanto ho scritto non vanto la presunzione di potervi insegnare, ma solo la buona volontà di trasmettervi la mia limitata esperienza maturata in anni di lavoro, per poterla provare e applicare alle vostre future fotografie.
Buone fotosub a tutti.
GABRIELE DONATI

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